INDAGINE ISVAP -
Dalle comunicazioni pervenute risulta che nel 2002 i sinistri riconducibili
a fenomeni criminosi (truffe ed estorsioni) a danno delle imprese
di assicurazione sono stati 111.614, con una incidenza del 3,28%
rispetto alla globalità dei sinistri del ramo (3,23% nel
2001), per un importo di 326,4 milioni di Euro, pari al 2,78% dell’ammontare
complessivo dei risarcimenti del ramo (2,50% nel 2001). Le imprese
hanno così revocato, nel corso del 2002, due mandati agenziali
a causa di fenomeni collegati ad attività criminose (nel
2001, per lo stesso motivo, erano stati revocati sei mandati agenziali).
L’impatto economico del fenomeno criminoso nella gestione
del ramo risulta, pertanto, in lieve crescita rispetto al 2001.
Infatti, può anche osservarsi un’incidenza del costo
dei sinistri connessi a reati sui premi che è pari all’1,97%,
contro l’1,84% del 2001.
Il fenomeno dei sinistri a carattere criminoso ha continuato ad
assumere proporzioni particolarmente rilevanti in alcune regioni
meridionali: Campania (15,5% dei sinistri e 11,6% degli importi
dei risarcimenti), Puglia (9,9% dei sinistri e 8,1% dei risarcimenti),
Calabria (5,4% dei sinistri e 5,1% dei risarcimenti) e Sicilia (4,8%
dei sinistri e 4,6% dei risarcimenti).
Più in particolare, il fenomeno ha raggiunto una notevole
intensità in alcune province, tra le quali si segnalano Napoli
(19,9% dei sinistri e 14,6% dei risarcimenti), Caserta (17,5% dei
sinistri e 12,6% dei risarcimenti), Foggia (16,2% dei sinistri e
14,1% dei risarcimenti), Bari (10,6% dei sinistri e 8,4% dei risarcimenti),
Salerno (9,1% dei sinistri e 6,7% dei risarcimenti), Reggio Calabria
(8,2% dei sinistri e 8% dei risarcimenti) e Messina (8,2% dei sinistri
e 7,6% dei risarcimenti).
Dall'indagine si rileva che nel 2002 i sinistri collegabili a reati
a danno delle imprese per truffe, estorsioni, incendi dovuti ad
atti dolosi, anche di terzi, sono stati 10.777, con un’incidenza
dell’1,44% sul numero globale dei sinistri del ramo (1,65%
nel 2001), per un importo di 27,3 milioni di Euro, che ha pesato
per il 2,27% sulla totalità dei risarcimenti del ramo (2,51%
nel 2001).
L'incidenza del costo dei sinistri connessi a fenomeni criminosi
sui premi è anch’essa in riduzione, passando dall’1,06%
del 2001 allo 0,95%.
I sinistri a carattere criminoso hanno continuato a registrare
incidenze elevate in alcune regioni: Puglia (7,5% dei sinistri e
7,5% degli importi dei risarcimenti), Campania (5,7% dei sinistri
e 5,7% dei risarcimenti), Calabria (3,8% dei sinistri e 5,5% dei
risarcimenti) e Sicilia (3% dei sinistri e 4,5% dei risarcimenti).
Dalle comunicazioni effettuate dalle imprese risulta che nel 2002
i sinistri riconducibili a reati (truffe, estorsioni, incendi dolosi
dovuti a dolo anche di terzi) a danno delle imprese stesse sono
stati 1.222, con un’incidenza dello 0,39% rispetto alla globalità
dei sinistri del ramo (0,51% nel 2001), per un importo di 45,4 milioni
di Euro, che ha rappresentato il 3,86% dell’ammontare complessivo
dei risarcimenti (in riduzione rispetto al 4,15% del 2001).
L’incidenza dei risarcimenti per sinistri connessi ad attività
criminose sui premi del ramo è risultata, invece, in aumento
rispetto al 2,18% del 2001, attestandosi al 2,30%. Anche per il
ramo Incendio ed elementi naturali la presenza dei sinistri a carattere
criminoso è stata più accentuata in alcune regioni
meridionali (Campania, Calabria e Puglia).
Va, comunque, precisato che le variazioni particolarmente consistenti
in alcune zone geografiche, rispetto ai corrispondenti valori del
2001, delle incidenze dei sinistri connessi a reati, possono talvolta
essere generate, attesa la natura dei rischi compresi nel ramo,
dal verificarsi di singoli sinistri di importo elevato.
Le imprese hanno comunicato che i sinistri collegabili a reati (truffe,
estorsioni) commessi a loro danno sono stati 3.293, con un’incidenza
dello 0,53% sul numero totale dei sinistri del ramo (0,52% nel 2001),
per un importo pari a 14,3 milioni di Euro, che ha pesato per l’1,18%
sull’ammontare complessivo dei risarcimenti del ramo (in calo
rispetto all’1,38% del 2001).
Ha registrato una riduzione l’incidenza degli importi dei
risarcimenti per sinistri a carattere criminoso sul totale premi
del ramo, dallo 0,89% del 2001 allo 0,70%.
Rispetto agli altri rami oggetto dell’indagine, il ramo Altri
danni ai beni è caratterizzato da una distribuzione più
uniforme sul territorio nazionale della presenza dei sinistri connessi
a reati.
E’ opportuno, comunque, precisare che le forti variazioni
percentuali che talvolta si rilevano in ambito regionale e provinciale,
rispetto ai corrispondenti valori del 2001, in relazione a sinistri
di carattere criminoso, sono spesso da attribuire alla modestia
dei valori assoluti che vengono confrontati.
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