PUBBLICAZIONI
Il rapporto tra gli attori del sistema
assicurativo: dalla competizione alla collaborazione
Articoli pubblicati in riviste e quotidiani
L’attuale complessità sistemica di un’azienda
di servizi assicurativi implica un notevole sincronismo dinamico
tra i vari attori del sistema, che si traduce in una maggiore efficienza
dinamica, velocità del tempo di attraversamento dei flussi
operativi e miglioramento della qualità erogata del servizio
assicurativo.
In particolare, bisogna considerare due aspetti del processo operativo:
il tempo di attraversamento dei processi (lead time) e il tempo
di risposta ai mercati (time to market ). Un esempio di attenzione
al fattore "tempo" dei servizi assicurativi è costituito
dalla linea diretta istituita da molte compagnie con i propri clienti,
per stipulare o rinnovare una polizza rc auto.
Perché sia possibile realizzare economie di velocità,
comprimendo al meglio il tempo di adeguamento alle esigenze del
cliente, occorre una gestione cross-funzionale (per processi) che
attui le necessarie sinergie per evitare sprechi di risorse.
Affinché, però, tale sincronismo sia realizzabile,
bisogna conseguire una sempre più stretta collaborazione
tra gli attori del sistema di elaborazione, erogazione e fruizione
(personale, clienti interni, fornitori, interlocutori aziendali
e sociali), instaurando rapporti sinergici continui e stabili piuttosto
che sporadici e occasionali.
Nel caso specifico si osserva che nel comparto assicurativo non
è possibile risolvere il problema della definizione delle
decisioni di marketing strategico e operativo esclusivamente all’interno
della compagnia, né è possibile delegarlo per intero
agli intermediari (agenti, broker, etc.) i quali, come ultimo anello
del processo di erogazione del servizio assicurativo, dovrebbero
adattare al cliente alcune caratteristiche contrattuali della polizza
ed il prezzo, gestendo il rapporto con il cliente e i servizi prevendita.
Tutto ciò potrebbe attuarsi secondo criteri non coerenti
con le esigenze e gli obiettivi della compagnia, per cui delegare
l’adattamento dell’offerta alla struttura di vendita
risulterebbe pericoloso (perdita del rapporto con i clienti finali
e sbilanciamento del potere lungo la filiera a favore della distribuzione,
con rischi di eterogeneità delle prestazioni erogate da strutture
intermedie estremamente differenti). Pertanto, un’impresa
assicuratrice, nello scegliere un intermediario il cui comportamento
sia in armonia con i propri interessi, deve entrare nella logica
del rapporto di collaborazione e integrazione di cui si è
detto, basato sulla reciproca fiducia, per ottenere quelle sinergie
comportamentali, e quella rapidità e flessibilità
di risposta, perseguite.
La lettura del rapporto con il mercato assicurativo, dunque, deve
considerare, da un lato, i clienti e, dall’altro, la compagnia
e gli intermediari. Quest’ultimi devono operare congiuntamente
con la compagnia, in un’unica relazione con il cliente finale.
In tale logica collaborativa rientra anche il rapporto con la rete
di liquidazione dei sinistri, al fine di una gestione dei servizi
post vendita allineata con le politiche della compagnia. Infatti,
i servizi successivi alla sottoscrizione della polizza, e relativi
alla gestione del sinistro e alla liquidazione, rappresentano la
massima concretizzazione della prestazione.
L’insoddisfazione, maturata in questa fase, dal cliente colpito
da sinistro, può innescare facilmente un processo di deterioramento
dell’immagine aziendale per il fenomeno negativo del “passaparola”
(così anche il momento del risarcimento a terzi danneggiati
dai propri clienti, che oltretutto costituisce un momento della
verità verso un pubblico più vasto di quello relativo
ai propri clienti).
Anche nella predisposizione dei servizi integrativi è opportuno,
per la compagnia, distinguere tra servizi forniti utilizzando proprie
strutture o erogati da strutture esterne (c.d.outsourcing ). I benefici
conseguibili derivano da una diminuzione dei costi diretti, dal
contenimento degli investimenti, dal conseguimento di una maggiore
flessibilità gestionale e, quindi, in definitiva, dall’incremento
di qualità dell’output finale.
Bisogna evitare, tuttavia, la stipulazione di accordi con altre
aziende erogatrici di servizi complementari, pattuiti senza una
stabile collaborazione fiduciaria e sinergica tra le parti, che
inciderebbe negativamente sull’immagine dei servizi principali
erogati dall’impresa, così nuocendo alla difesa del
vantaggio competitivo.
Si impone, quindi, una scelta di natura collaborativa (relazioni
fiduciarie) piuttosto che competitiva (relazioni opportunistiche-negoziali),
per quanto riguarda l’affidamento ad altri, o l’internalizzazione,
di certi servizi assicurativi, nell’ottica sistemica di un
moderno ed efficace sincronismo dinamico tra gli attori del complessivo
sistema di elaborazione ed erogazione del servizio assicurativo
(si pensi, ad esempio, alle recenti evoluzioni che interessano le
attività di distribuzione e vendita dei servizi assicurativi,
con la nascita di nuovi attori -banche, SIM, etc.-nuove modalità
di erogazione del servizio -vendita via telefono, via Internet,
etc.- e nuove relazioni -banche/assicurazioni. Tutto ciò
è dovuto alla necessità di adattarsi meglio e continuamente
per soddisfare le sempre più crescenti aspettative dei propri
interlocutori, soprattutto quelle dei clienti.
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