PUBBLICAZIONI
Serve un’authority per le frodi assicurative
Articoli pubblicati in riviste e quotidiani
L’attuale situazione del mondo assicurativo merita attente
riflessioni circa l’organizzazione che il Governo deve dare
al settore, in funzione ispiratrice, da un lato di un libero mercato
quale unico strumento per garantire una effettiva concorrenza e,
quindi, tariffe libere da vincoli associativi, e dall’altro
una generale riduzione per le Compagnie di quei costi incidenti
sulle loro gestioni, e quindi sulle tariffe, legati alle frodi assicurative.
In Italia il problema, ampiamente sottovalutato da anni, è
esploso prepotentemente solo allorquando il circolo vizioso (frode
– aumento dei costi – aumento delle tariffe) non ha
raggiunto entità tale da rendere, in alcune Regioni italiane,
di fatto impossibile al cittadino assicurare un’autovettura
specialmente se nuova ed affidata ad un neo patentato per le altissime
tariffe richieste dalle Compagnie che, in alcuni casi, equivalgono
al costo stesso dell’autovettura.
Ancor di più le Compagnie si sono sentite messe prepotentemente
sotto accusa allorquando lo scorso Governo ha attuato il blocco
delle tariffe, l’Authority per la concorrenza ha erogato una
maxi multa, ed alcune pubblicazioni di grande successo editoriale
hanno messo a nudo le molte deficienze del settore e l’incapacità
da parte delle Compagnie di arginare il fenomeno.
Fermo restando che non si ritiene valido il concetto secondo il
quale vi è un automatismo tra truffe subite dalle Compagnie
ed aumenti tariffari (è stato provato che le truffe incidono
per meno del 3% sul totale dei risarcimenti pagati dalle Compagnie),
occorre, però, affrontare anche questo problema in maniera
analitica e determinata.
Sino ad oggi le Compagnie hanno agito in tale settore esclusivamente
in maniera isolata affidando a strutture interne (le aree speciali)
di aggirare sul territorio il problema, soprattutto quando è
legato a soggetti con legami con la criminalità organizzata,
spostando il centro liquidazioni in ambito nazionale.
In ambito ANIA, invece, il gruppo delle Aree Speciali opera con
continuità ed in contatto con le Autorità giudiziarie
e le Forze di Polizia ma con mezzi assolutamente insufficienti e
con finalità che sono pur sempre quelle dell’intento
delle Compagnie e non del pubblico interesse.
Nulla, invece. Viene posto in essere dall’ISVAP che, quale
Ente statale di controllo sulle Compagnie, non ha titolo ed obbiettivi
in relazione al problema frodi.
Il risultato è che non esiste un vero “cervello operativo”
nazionale a livello Governativo che detti una linea di azione comune
alle Forze dell’Ordine e che si raccordi necessariamente con
le Compagnie (e con l’ANIA), con il mondo assicurativo nel
suo complesso (Agenti – Uffici liquidazioni – investigatori
privati specializzati nel settore – convenzionati) e che si
possa fare promotore presso i competenti Ministeri di iniziative
legislative nel settore, di direttive Ministeriali, di accordi di
categoria, e che funga da consulente privilegiato delle Authority
di settore.
All’estero, viceversa, il problema è stato già
affrontato e risolto in tale maniera già da diversi anni.
Negli USA, ad esempio, in molti Stati dell’Unione vi sono
organismi governativi che si occupano esclusivamente di tale fenomeno
a livello organizzativo, di impulso legislativo e di coordinamento
tra gli uffici investigativi pubblici (Economic Department delle
Polizie locali al cui interno funziona una speciale Unit che si
occupa di frodi assicurative; unità specializzate dell’FBI
per i casi di competenza federale ed altri), uffici investigativi
privati, uffici investigativi delle singole Compagnie assicurative,
altri organismi misti pubblico/privati.
La predetta organizzazione consente di verificare i problemi del
settore in ogni singolo Stato, di valutare eventuali cambiamenti
delle strategie criminali e di adottare, o far adottare, gli opportuni
interventi in sede legislativa o operativa a seconda dei casi.
Questa organica sistemazione consentirebbe di localizzare anche
le banche dati antifrode in un organismo governativo e non in una
sede privata come è ora per le banche dati dell’ANIA,
con conseguenti maggiori controlli e garanzie per la privacy, nonché
maggiore possibilità di far condividere i dati dalle Forze
di Polizia impegnate nel settore.
Inoltre, l’organismo così costituito potrebbe a pieno
titolo rappresentare l’Italia nelle assise internazionali
di settore così come nelle organizzazioni “no profit”
che, nel mondo, raccolgono lo “stato dell’arte”
della lotta contro le frodi assicurative e che si confrontano annualmente
in meeting internazionali a cui solo quest’anno l’Italia,
per la prima volta, è stata rappresentata dalla Polizia di
Stato. |