PUBBLICAZIONI
“Assicurazioni: interventi strutturali
per non penalizzare il Mezzogiorno”
Articoli pubblicati in riviste e quotidiani
La tanto attesa Assemblea annuale dell’ A.n.i.a., l’associazione
che raggruppa le imprese assicuratrici, si è da poco conclusa.
Gli Stati Generali delle assicurazioni in Italia (e non solo) radunano
per la prima volta, nell’era del governo di centro-destra,
tutte le parti in causa: il neo ministro Marzano, alla sua prima
vera uscita pubblica, i parlamentari convenuti della nuova legislatura
(di maggioranza ed opposizione), l’Isvap (l’istituto
di vigilanza, tanto criticato sinora), le associazioni di consumatori
(numerosi ed agguerriti come sempre), esperti della materia. Invitato,
non potevo mancare…Accomodato in seconda fila, da automobilista
ed assicurato napoletano e campano, più di tutti, ho avvertito
l’importanza della giornata. Si risolverà, mi chiedevo,
tutto in una solita “parata”? Il “potente”
presidente dell’Ania, Alfonso Desiata, nel prendere la parola,
chiarisce subito che “parlare di assicurazioni in Italia all’anno
2000 comporta inevitabilmente di dover parlare innanzi tutto di
assicurazioni r.c. auto, che è stata come non mai al centro
dell’attenzione del Governo, del Parlamento, dell’opinione
pubblica”. Francamente se così non fosse stato, mi
sarei sicuramente meravigliato. Poi penso: siamo soprattutto noi
campani che abbiamo vissuto sulla nostra pelle il “calvario”
degli aumenti r.c. auto; il resto degli assicurati italiani questo
problema non se lo pone più di tanto. Ed allora resto anch’io
meravigliato. Desiata snocciola dati, ricorda ai presenti “fatti
e misfatti che sono stati compiuti l’anno passato, nel falso
intento di risolvere i problemi della r.c.auto, ma col reale risultato
di lasciarli insoluti ed anzi aggravati…”. Insomma,
un bel calcio al governo uscente. E poi per la prima volta, in maniera
liberatoria, chiede un autentico dialogo che consente non solo di
parlare “dell’altro” o di parlare “all’altro”,
ma di dialogare “con l’altra parte”. Dovrà
trattarsi di un’autentica svolta rispetto al teorema “di
qualsiasi colore, purchè sia nero”. Vengono poi puntualmente
respinte le accuse di “grande cartello” degli assicuratori
r.c. auto. L’Isvap (il controllore) annuisce… Agli assicuratori
si può chiedere di contenere le loro spese, ma evidentemente
non basta: occorre fare in modo che diminuisca il numero dei sinistri,
che in Italia hanno una frequenza doppia della media europea; e
occorre che finalmente si agisca per porre rimedio a quello che
può essere definito un vero e proprio “caso Italia”.
Il caso Italia nasce soprattutto dal fatto che nel nostro paese
viene richiesto il risarcimento per microlesioni al rachide cervicale
(il famoso “colpo di frusta”) nel 66% dei casi, mentre
la media europea è del 30%. Su questa ennesima denuncia,
che vede coinvolti associazioni dei consumatori, avvocati, medici
legali, magistrati, scontata appare la levata di scudi degli interessati,
che infastiditi, restituiscono al mittente…Ma ecco le vere
novità lanciate dall’Ania: la costituzione di una Fondazione
dedicata esclusivamente alla soluzione delle problematiche della
sicurezza stradale; contenere i costi soprattutto dei pezzi di ricambio,
contestualmente alla diminuzione delle frodi; l’entrata in
funzione della banca dati sinistri completa il quadro delle prime
proposte (ma la banca dati non doveva essere già realmente
attiva da mesi?). Ed infine, per indicare come percorso l’europeizzazione
del mercato r.c. auto, è necessario avviare il processo dell’omogeneizzazione
della fiscalità (la tassazione in Italia, infatti, è
la più alta in Europa). Il ministro Marzano ascolta: sa che
il problema dell’assicurazione r.c. auto non è di facile
risolvibilità. Almeno non nel breve periodo. Ma interviene
deciso. “Possiamo tutti contare su un aspetto non di poco
conto, per risolvere tali problemi: questo governo, a differenza
degli ultimi, è stabile e con una forte maggioranza; non
saremo più costretti ad intervenire con provvedimenti tampone
o di emergenza, quale quello del blocco delle tariffe, ma possiamo
lavorare su progetti di ampio respiro, che incideranno in maniera
strutturale sui costi assicurativi. Ora, però, abbiamo solo
bisogno di lavorare”. Il Ministro mi guarda e sorride. Da
campano a campano. Parola di Ministro. |