PUBBLICAZIONI
Università degli studi di Salerno
Facoltà di Economia corso in Economia e Tecnica dell'assicurazione
Articoli pubblicati in riviste e quotidiani
Lettera aperta: assicurazioni Rc auto, un’emergenza tutta
meridionale.
Gentili Signori,
è oramai noto a tutti il giusto risalto che anche mass-media
hanno dedicato e dedicano “all’emergenza assicurazioni”
in Campania e, più in generale, nel meridione.
Con il trattato di Maastricht, anche per il settore delle assicurazioni
si registra una grande novità, sebbene ancora in sviluppo,
poiché gli aspetti principali, le sue peculiarità,
non sono ancora ben delineati, oltreché indagati. Per l’Italia,
così come per la maggior parte dei paesi comunitari, tale
rivoluzione si è manifestata soprattutto, e preliminarmente,
con un impatto normativo, ridisegnando regole ed oneri ed allargando
lo scenario di competenza (sempre più sovranazionale), investendo
l’attività delle compagnie assicuratrici e delle Autorità
di controllo e provocando, in quest’ultime, profonde trasformazioni
dell’esercizio istituzionale.
Le recenti direttive comunitarie, infatti, liberalizzando la prestazione
dei servizi e, di conseguenza, delle tariffe, tracciano un nuovo
quadro di riferimento per l’Europa delle assicurazioni e consentono
il passaggio da un prodotto rigido, in molti casi ancora regolamentato
nei contenuti e nel prezzo, ad un prodotto sempre più personalizzato,
disegnato sulla necessità del mercato assicurativo, teso
ad integrare la consueta protezione assicurativa con i servizi aggiuntivi
di crescente rilevanza nelle scelte del cliente.
Il settore assicurativo, dunque, è atteso da una complessa
sfida, e dovrà far valere la sua dinamicità di moderna
entità economica, per trarre soddisfacenti benefici dall’operare
in un mercato unico.
Ma l’entità della sfida è stata di recente criticatamente
sottolineata anche dalla Pubblica Amministrazione, che ha compiuto
una severa disamina del settore assicurativo italiano di fronte
alle sfide della libera concorrenza e del grande mercato unico,
rilevando, tra le carenze più gravi, quelle relative alla
concorrenza, in quanto “permane la tendenza culturale a forme
di cartello che hanno caratterizzato per anni il sistema assicurativo
italiano” oltreché la difficoltà a creare prodotti
assicurativi “altamente competitivi sul terreno europeo e
sempre più tagliati su misura delle molteplici esigenze del
consumatore (...); l’alto costo dei sinistri si ripercuote
sulla lievitazione delle tariffe e sui ritardi in materia di liquidazione
dei danni, in particolare quelli della rc auto (...); ritardi sono
riscontrabili anche nella formazione professionale degli operatori
del settore” mentre si dovrebbe operare in modo sempre più
qualificato “attraverso sia un’offerta di polizze personalizzate
e mirate alle esigenze dei consumatori, sia con una migliore gestione
ed esecuzione del contratto assicurativo”, prestando particolare
attenzione anche alla "trasparenza".
Affinché, dunque, tale scenario si evolva compiutamente,
e venga assimilato dagli attori sociali e istituzionali del mercato
assicurativo, occorrerà del tempo; tuttavia tale considerazione
non deve sottrarre nessuno dei protagonisti dall’impegno di
percorrere la strada della sua completa attuazione...
Le compagnie, d’altro canto, si orientano su una dimensione
del bisogno di certezza più ampia da parte del cliente, inserendosi
laddove gli Stati membri (come nel caso italiano) limitano e modificano
la loro presenza.
Ma, tra i tanti aspetti negativi da ricordare, un discorso a parte
merita la legislazione fiscale, che costituisce una delle cause
principali di condizionamento negativo dello sviluppo del mercato
assicurativo (l’Italia, infatti, è il paese europeo
che registra la più alta incidenza della pressione fiscale
sulla composizione del premio assicurativo). Altri fattori, di non
minore importanza rispetto a quest’ultimo, restano la qualità
non soddisfacente del processo liquidativo, il livello di competenza
manageriale per certi versi ancora inadeguato, l’immagine
negativa che il pubblico possiede, in genere, del settore assicurativo.
Su tutti questi elementi, il “sistema assicurazioni”
del futuro deve focalizzare la propria strategia di penetrazione
e differenziazione sul mercato, al fine di riconquistare la fiducia
dei sempre più scettici clienti, abbandonati anche dalle
istituzioni preposte al controllo del settore, e di conseguenza
frenare la perdita di migliaia di posti di lavoro in atto…
Infatti, il disinteresse delle istituzioni, e delle forze politiche
e sociali, sull’urgenza di una politica innovativa per il
settore assicurativo, unito alla tradizionale convinzione che a
provvedere alla copertura dei rischi individuali e collettivi dovesse
essere lo Stato, ha contribuito non poco a mantenere quest’ultimo
in condizioni di sviluppo inadeguato.
Il segnale normativo che viene dall’Europa, invece, potrebbe
costituire una forte spinta a sviluppare il mercato assicurativo
al fine di costruire un sistema efficiente di sicurezza e di propulsione
del risparmio a lungo termine e, quindi, di investimenti (si pensi
ai Fondi pensione o alle possibilità offerte dalla liberalizzazione
nell’allocazione delle riserve). |