PUBBLICAZIONI
Le truffe nel settore assicurativo
Articoli pubblicati in riviste e quotidiani
(Si anticipa qui di seguito uno stralcio degli argomenti trattati
nel libro scritto da Antonio Coviello e Maurizio Vallone, vice-questore
aggiunto di Napoli, dal titolo “Truffa in nome della legge”)
Il fenomeno delle truffe in danno delle Compagnie assicurative in
Italia, ma soprattutto nella provincia di Napoli ha assunto, nel
tempo, diverse connotazioni mutevoli a seconda delle opportunità
che la legislazione vigente, o la scarsa vigilanza dei preposti
al settore, ha offerto a quella parte della delinquenza cittadina
che a tale reato è più o meno stabilmente dedita.
Alcuni anni orsono le truffe si consumavano prevalentemente nel
settore dei furti di autovetture. Venivano assicurate auto di grossa
cilindrata, ai massimali consentiti dai contratti, che, immancabilmente,
venivano poi denunciate come rubate con la conseguente richiesta
di indennizzo.
In realtà, invece, ciò che si era assicurato non era
nient’altro che la documentazione di un’autovettura
gravemente incidentata all’estero di cui, attraverso vari
circuiti illegali, si erano acquistati i soli documenti identificativi.
Le autovetture, ovviamente, non venivano mai ritrovate e le compagnie
assicurative erano costrette a pagare gli indennizzi previsti dai
contratti stipulati.
Questa modalità truffaldina si è andata progressivamente
attenuando, a seguito di numerosi correttivi ed iniziative prese
dalle forze di polizia.
Ma il definitivo tramonto di queste modalità operative per
la criminalità del settore è stato dato dalla facile
constatazione che in questi casi il risarcimento del danno poteva
essere richiesto una sola volta e con il limite del valore commerciale
del bene sequestrato. Ciò richiedeva che, per la consumazione
di una nuova truffa, occorreva effettuare un nuovo acquisto di auto
incidentata con la relativa documentazione, assicurarla presso una
Compagnia assicurativa, denunciare il furto ed, obbligatoriamente,
attendere quella che veniva chiamata la “chiusa inchiesta”,
cioè il termine delle eventuali indagini, nonché i
tempi occorrenti alla Compagnia per la liquidazione del danno.
L’avvento della nuova normativa sull’assicurazione obbligatoria
ha, invece, aperto nuove e più allettanti prospettive di
guadagno agli specialisti del settore delle truffe. Infatti le Compagnie,
che prima potevano esercitare un controllo maggiore sull’assicurato
in quanto ne gestivano un numero minore, hanno notevolmente aumentato
il loro pacchetto di polizze vendute senza, al contempo, adeguare
le loro strutture ad una utenza anche potenzialmente truffaldina.
Il fenomeno in questione, sinteticamente qui esposto, rappresenta
una delle tante problematiche che il sistema assicurativo sta vivendo
in maniera drammatica, proprio in un periodo in cui, per questi
ed altri motivi, l’attenzione su tale fenomeno si è
improvvisamente rivitalizzata per le dirette conseguenze che gli
assicurati “onesti” stanno subendo: aumenti delle tariffe
alle stelle (se non addirittura impossibilità di trovare
coperture assicurative!), abbandono delle compagnie dal mercato
napoletano e campano con perdita conseguente di migliaia di posti
di lavoro (sono soprattutto gli indifesi agenti a rimetterci per
tutti), ricorso a forme “improvvisate” ed illegali coperture
assicurative. Tutto ciò sotto lo sguardo impotente (e forse
complice) delle istituzioni preposte al settore. Ma fino a quando
sarà possibile ignorare tutto ciò? Ai lettori “l’ardua
sentenza”… |